Racconti di viaggio

Maldive, destinazione relax

A piedi nudi su una sabbia fine come borotalco. Una cena a due su un tavolo elegantemente apparecchiato bord de mer. Mare, sole, escursioni in barca, yoga sulla spiaggia e la giusta dose di coccole in una Spa al profumo di fiori. Benvenuti nell’idillio liquido delle Maldive, waterworld dalla geografia bizzarra, con 26 atolli che abbracciano oltre 1100 isole e una valanga di premi nel cassetto, tanto da essere proiettata nell’Olimpo delle destinazioni più desiderate dai globetrotter della vacanza. L’ultimo riconoscimento, appena arrivato, è quello di “Migliore destinazione Spa dell’Oceano Indiano” agli attesissimi “World Spa Awards 2020”. Che poi è una conferma: lo vincono da sei anni consecutivi, sbaragliando concorrenti di tutto rispetto come Mauritius.

A LEZIONE DI YOGA

Ogni giorno, alle 18 (l’ora del tramonto), Pramodkumar congiunge le mani in segno di preghiera e recita un mantra incomprensibile che introduce la consueta lezione di yoga. E alle 19 in punto, quando gli allievi hanno concluso gli esercizi, il giovane maestro indiano che ho avuto il piacere di incontrare in uno dei resort più blasonati dell’arcipelago, prepara un irresistibile tè speziato al miele e zenzero. Muscoli tonici per lo stretching e mente rilassata, questo infuso al profumo d’Oriente va giù che è una meraviglia, mentre il cielo s’incendia e il mare sbiadisce lentamente nel blu della notte. Io che il sogno dei Tropici me lo porto dentro fin da piccolo, il paradiso lo immaginavo proprio così: un’isola (minuscola), un ciuffo di palme, una cornice di sabbia, la laguna trasparente, le water villa per addormentarsi e svegliarsi cullati dal rumore dell’acqua. E la lezione di yoga sulla spiaggia, davanti a un infinito dipinto di azzurro. PS, non vi dirò dove ho conosciuto Pramodkumar, probabilmente nel frattempo ha cambiato isola. Però sono molti i resort che organizzano sessioni yoga per i propri ospiti, sul deck in legno, all’interno di un padiglione senza pareti per lasciarsi cullare dalla brezza o, meglio ancora, sulla spiaggia. Il livello è sempre alto, la professionalità dei maestri garantita. E il respiro del mare come colonna sonora aiuta.

LE SPA-DESTINATION

Alle Maldive sono molti i resort consacrati al benessere: una miscela di riposo e rigenerazione fisica e spirituale, fatta di massaggi, bagni nell’acqua profumata da oli essenziali, impacchi alle erbe. Terapie che arrivano dall’Oriente, e che qui hanno trovato terreno fertile grazie a un cocktail irresistibile di fattori: il fascino del luogo, isole di polvere bianca sul mare turchese. La professionalità dei massaggiatori, diplomati nelle migliori scuole asiatiche. L’elegante interior décor di quelle che, più che semplici Spa, sembrano dei templi votati al benessere (firmati da architetti e designer di grido). Al parterre si uniscono, da qualche tempo, le Spa più originali del pianeta (per esempio quella, interamente sott’acqua, dell’Huvafen Fushi nell’atollo di Malé Nord), e soprattutto quelle che io chiamo a “km zero”.

Dove a parlare, metaforicamente, è la lingua del posto, con un menu di massaggi ispirati all’habitat: al Royal Island Resort, per esempio, il padiglione wellness immerso nella giungla propone rituali con erbe esotiche e autoctone. C’è chi ha pensato ai piccoli ospiti, come il Kandima Maldives. E chi ha portato su un’isola minuscola il pensiero olistico: al Coco Palm Dhuni Kolhu si rinasce grazie a trattamenti indonesiani, protocolli ayurvedici, tecniche tailandesi. Il meglio della tradizione asiatica a pochi passi dalla propria camera.

ATOLLI SOSTENIBILI

Si sa, il benessere individuale è sempre più interconnesso con il pianeta, e a insegnarcelo non è stato solo il Covid. Gli studi sul turismo sostenibile, celebrati qualche mese fa con una settimana di appuntamenti virtuali e webinar, hanno visto il Governo maldiviano in prima linea nelle attività di salvaguardia del proprio, delicato ecosistema. Laddove il surriscaldamento globale ha causato lo sbiancamento e la morte di molti coralli, nuovi progetti di recupero garantiscono la rinascita e la crescita (colorata!) delle barriere, al ritmo di 10-15 cm all’anno.

Per salvaguardare la vita sottomarina, in tutto l’arcipelago vige una ferrea regolamentazione della pesca, che è severamente vietata nelle riserve marine. In alcune isole sono nati centri di recupero delle tartarughe, e numerose organizzazioni no-profit sensibilizzano le comunità locali, piccoli pescatori compresi, al tema della sostenibilità. Ma l’annuncio più eclatante l’ha fatto lo scorso anno il Presidente delle Maldive, Ibrahim Mohamed Solih, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. In sostanza, prometteva al mondo intero il ritiro progressivo di tutti gli articoli in plastica monouso, soprattutto quelli maggiormente inquinanti come sacchetti e bottiglie d’acqua. La prima scadenza plastic-free è fissata per il 2023: i resort si adeguano, l’ambiente ringrazia.