Di isola in isola

CRETA

L’Agave fiorisce una sola volta nella sua vita ed una volta che ha dato alla luce quel suo unico fiore muore.

Quella sera seduta su una terrazza in riva al mare in una delle tipiche taverne greche sorseggiavo il Raki, somigliante alla nostra grappa e ad altissimo contenuto alcolico, ascoltando affascinata la leggenda legata a questa pianta ed al suo triste destino…

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Di tutte le Baccanti era lei la più curiosa, la più appassionata e per questo, forse, l’unica ad avere un nome proprio: Agave. Amante prediletta dal dio Dioniso, il dio del vino e dell’estasi, gli si abbandonava senza remore in una sorta di delirio mistico, fino a quando un amore più grande bussò alle porte del suo cuore. Nacque Penteo e Agave lo amò fin dal primo istante in cui venne alla luce, dedicandosi a lui in modo assoluto, dimenticandosi della devozione che un tempo promise al proprio amante, scordandosi di insegnare al proprio figlio di venerare il suo dio! Dioniso andò su tutte le furie e si vendicò nel peggiore dei modi trasformando Penteo agli occhi della propria madre in una terribile belva feroce. Agave lo inseguì e gli si scagliò contro con una ferocia inaudita, fino a quando accecata dall’odio non gli staccò la testa di netto inforcandola su un irto bastone. Solo allora il sortilegio svanì e la Baccante si accorse di aver ucciso con le proprie mani il suo stesso figlio. Ne morì di dolore, ma a nulla valse ormai il suo sacrificio!

Creta è disseminata di agavi sospese a mezz’aria tra cielo e mare. Nascono solo dove la sopravvivenza è più improbabile, dove resistere fino alla nascita di quell’unico fiore è agonia, sofferenza, determinazione! Nessuna traccia di agavi a fare da sfondo alla laguna turchese della caraibica spiaggia di Balos, nessuna tra la foresta di palme che svela la spiaggia di Preveli in tutta la sua bellezza.

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Nessun’agave tra le dune di sabbia che si aprono in un selvaggio litorale di sabbia e ciottoli nella baia di Psili Ammos. Solo raramente le ritrovi in oasi verdi o in compagnia di altre piante. Ne ho incontrata una sulla collinetta che precede la sabbia dai riflessi rosa di Elafonissi ed un’altra a ridosso della sabbia bianca e fluttuante in un mare color smeraldo nell’incantevole spiaggia di Falassarna.

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Chissà, quest’ultima, forse, graziata dagli dei!