I viaggi di Ludo

Repubblica Dominicana fuori dai cliché

Pensano tutti alle spiagge, alle palme, al mare dalle mille sfumature d’azzurro, qualcuno magari anche alle balene che nuotano nella Baia di Samaná. Io voglio invece raccontare un’altra storia, che dal Pico Duarte, che con i suoi 3.098 metri di roccia coperta di vegetazione è la vetta più alta dei Caraibi, attraversa la Cordillera Central, arrivando fino alla costa nord: 210 km di ottima strada fra la capitale Santo Domingo e l’incredibile provincia di Puerto Plata.

VERSO LA CAPITALE DEL NORTE

Lungo la “strada del Nord” sfilano Concepción de La Vega, capitale del Carnevale, Santiago de los Caballeros, ciudad corazón dove si scoprono i colorati monumenti dedicati ai due eroi nazionali (il baseball e la lotta per l’indipendenza) e un museo inatteso come il Centro Cultural Eduardo León Jimenes, didattico e visionario per un’isola dei Caraibi, fatto costruire dall’omonima famiglia produttrice di sigari per raccontare la storia di questa terra e mettere in mostra la sua preziosa collezione di arte contemporanea. Nella cittadina costiera di San Felipe de Puerto Plata, ti immergi in una dimensione di Caribe coloniale. Le architetture raccolte attorno alla cattedrale sono un mosaico allegro e colorato, e in pochi passi si raggiunge il Forte spagnolo del XVI secolo per respirare la storia e la brezza del mare. È bello entrare anche nelle sale in penombra del Museo dell’ambra, prima di salire con il teleférico fino al Cristo Redentore, che emula quello di Rio de Janeiro dall’alto del Loma Isabel de Torres, in un paesaggio pennellato di verde spesso avvolto dalle nuvole, proprio come in Brasile.

In riva al mare si passeggia sul malecón, frequentata passerella costiera bordata di palme, che poco più a est cede il passo alle spiagge di Playa Dorada, location di ristorantini pieds dans l’eau, piccoli resort e poetici boutique hotel vista oceano. I lidi borotalco della costa settentrionale non hanno nulla da invidiare a quelli, tipicamente caraibici, di Bayahibe e Punta Cana, sulla costa meridionale. Le onde invece qui sono quelle dell’Atlantico: spettacolari e spumose, perfette per chi pratica il surf.

 

FRA ONDE DA SURF E MURALES

Si affaccia sul mare anche Cabarete, perla del turismo sportivo e balneare, con i ristorantini a pochi metri dall’acqua che fanno da contorno a un festival jazz in scena ogni novembre. Poi si lascia la costa alla volta dell’entroterra e di Tenares, una cittadina famosa per il mosaico di murales ispirati alla vita e alla cultura dominicani, e per la casa-museo Hermanas Mirabal, nel mezzo di un prato fiorito che sembra un inno alle rivincite della vita. È commovente visitare le stanze colme di ricordi delle tre sorelle rivoluzionarie fatte assassinare dal dittatore Rafael Trujillo – alle quali hanno dedicato un libro e un film-tv, “Il tempo delle farfalle”. Da lì a Santo Domingo sono 140 chilometri di poesia verde, fra colline dolci, palme che danzano al ritmo del vento, campi al profumo di spezie. La città invece ti accoglie con il frastuono di sensazioni tipico delle grandi capitali, finché non entri della dimensione poetica della Zona Colonial, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità, e ti rilassi assaporando i ritmi slow dei Tropici.

 

ALLA SCOPERTA DI SANTO DOMINGO

Nel cuore della più antica metropoli del Caribe, la Catedral Primada de América, prima cattedrale del Nuovo Mondo, ha un nome difficile da memorizzare per intero: Catedral Basílica Metropolitana de Nuestra Señora Santa María de la Encarnación (o Anunciación).

Visitarla è bello, vibra di suggestioni e di energia, poi da lì si esplora il mosaico di vie incorniciate da case color pastello e istituzioni quali il Museo de la Casas Reales (con gli itinerari di Cristoforo Colombo e i tesori dell’epoca della conquista), caffetterie raffinate (La Cafetera, fondata nel 1930), romantici boutique hotel all’interno di suggestive architetture coloniali. Per lo shopping fashion c’è la boutique di Jenny Polanco, mentre Desireé Cepeda mescola oggetti d’alto artigianato con i capi, eleganti e colorati, della stilista Sissy Bermudez. Nella miriade di ristoranti, scegliete Dos Mundos, dove lo chef Martín Omar traduce in delizie caramellate la sua passione per la dolcezza, attraverso un abbondante ma raffinato utilizzo di miele e cacao. Se poi vi viene voglia di approfondire come e dove cresce la “pianta del cioccolato”, Kah Kow Experience, in Calle Las Damas, è un museo interattivo con degustazione finale e un’interessante programma di tour nelle piantagioni di San Francisco de Macorís. L’ultimo indirizzo speciale? Il MAR, un museo sorprendente, tutto dedicato al mare, dall’archeologia alla storia della navigazione, appena inaugurato negli storici cantieri navali reali.