I viaggi di Ludo

OCEANIA: AUSTRALIA E COOK

La città più vivibile al mondo? Sono in pochi a saperlo, e il fatto è del tutto comprensibile visto che si trova dall’altra parte del globo. Però è la prima cosa da tenere a mente quando si mette piede a Melbourne: la capitale dello stato del Victoria (Australia sud-orientale) vince da sette anni consecutivi il titolo di “most livable city” assegnato dal the Economist Intelligence Unit’s annual global liveability survey. Non bisogna essere per forza appassionati di tendenze per intuire che un viaggio nella terra dei canguri, per i globetrotter del Terzo Millennio, deve per forza partire da lì.

Fra le meraviglie di questa metropoli eletta a simbolo della nuova identità australiana c’è il movimento della street art, che qui offre passeggiate a tema fra le gallerie a cielo aperto dei giovani talenti della bomboletta che con i loro graffiti hanno colorato intere vie, diventando un punto di riferimento a livello mondiale. Poi ci sono le architetture: quelle storiche, in stile vittoriano, delicate come merletti; e quelle 2.0 come il Melbourne Recital Centre dalla facciata a nido d’ape, o i grattacieli di Southbank che si specchiano nel fiume Yarra.

In attesa che veda la luce il grattacielo dell’australiana Elenberg Fraser ispirato a un video (e alle forme sinuose) di Beyoncé, si va per artigiani al Central Business District, con le boutique che selezionano il meglio della moda locale, e si respira la brezza marina nell’area cosmopolita di St Kilda. L’oceano con la “O” maiuscola è il protagonista di un’escursione imperdibile, quella lungo la Great Ocean Road, oltre 300 km di strada costiera panoramica che regalano uno scenario diverso a ogni curva: vedi i surfisti che cavalcano le onde, le balene australi durante la loro migrazione stagionale, i faraglioni di pietra calcarea dei Dodici Apostoli. Una poesia naturale senza uguali, pari solo, per intensità di emozioni, all’incanto che si prova di fronte a un altro capolavoro scolpito nelle acque del Pacifico: la Grande Barriera Corallina del Queensland, prossima tappa del mio viaggio.

Il punto di partenza per tuffarsi e fare snorkeling lungo il muro di corallo è Cairns, cittadina di oltre 130.000 abitanti raccolta attorno al Reef Fleet Terminal, dove salpano le navi da crociera. Se non vi lasciate troppo rapire dai pesci, ricordate che ci sono altri spettacoli naturali che vale la pena di scoprire, dalla spiaggia di Cape Tribulation, ultima frontiera dell’esotismo tropicale, alla foresta pluviale di Daintree, che oltre a essere la più antica del mondo (Patrimonio dell’Umanità, come la stessa Barriera Corallina) è stata fonte di’ispirazione per il film Avatar di James Cameron. Dichiarata parco nazionale, la foresta di Daintree si scopre a piedi e con poetiche escursioni sul fiume omonimo, facendo tappa a Mossman Gorge: un mosaico di acqua e rocce di granito che origina piscine naturali color smeraldo, per effetto dell’abbraccio verde intenso della vegetazione. Verrebbe voglia di rimanere lì e di scoprirlo tutto, questo continente delle meraviglie. Ma visto che si tratta appunto di un continente, scelgo di rimettermi in viaggio alla volta di un’altra perla urbana, rimandando le suggestioni della natura alla prossima vacanza.

Sydney è un’icona, prima ancora che la più grande metropoli dell’Oceania, e ti rapisce con le strade ottocentesche e le architetture futuristiche simboleggiate dall’Opera House, che quando fu inaugurata, nel 1973, alla presenza della Regina Elisabetta II, affascinò tutto il mondo. Sulla baia mi fermo per ammirare la sua silhouette di gusci bianco-latte e il Sydney Harbour Bridge, ritagliandomi poi del tempo per i capolavori del Museum of Contemporary Art e l’Osservatorio Astronomico, dove nell’800 vennero scattate le prime foto dell’emisfero australe. Il tappeto di stelle a sud dell’Equatore regala un senso tutto suo di infinito e di esotico. Così prima di tornare in Italia decido di farmi un regalo, una pausa-relax sull’isola di Rarotonga, nell’arcipelago delle Cook, per assaporare nuove perle di suggestione in un luogo remoto e privilegiato, cristallizzato nella sua perfezione da cartolina. Per chi non lo sapesse, con i suoi 1.900.000 kmq di superficie, quella delle Cook è la più vasta riserva marina del mondo. Nelle sue acque “danzano” le balene, la sabbia accecante è incorniciata da una vegetazione color smeraldo e la cordialità degli abitanti non ha eguali. Poi c’è il fascino, tutt’altro che trascurabile, della lontananza: via da casa, nel bel mezzo del nulla, dove il mare è più azzurro del cielo e la terra lascia davvero spazio ai sogni.